L’Unione Europea ha riconosciuto il potenziale dell’economia circolare come strumento per rilanciare la competitività, creare occupazione e ridurre l’impatto ambientale. Già nel 2015 è stato adottato il primo Circular Economy Action Plan, seguito da un secondo piano più ambizioso nel 2020, inserito nel più ampio Green Deal Europeo.
Tra le misure previste:
Nel quadro europeo, il riuso è indicato come una delle priorità nella gerarchia di gestione dei rifiuti. In Italia, questa direzione è stata recepita con vari strumenti normativi e iniziative. La Strategia Nazionale per l’Economia Circolare, adottata nel 2022, ha stabilito obiettivi chiari per incentivare pratiche di riutilizzo, prevenzione dei rifiuti e allungamento della vita utile dei prodotti.
A livello locale, si stanno diffondendo centri del riuso, mercatini dell’usato, cooperative di rigenerazione e progetti educativi che mirano a sensibilizzare cittadini e imprese. Le Regioni e i Comuni hanno un ruolo attivo, potendo approvare regolamenti e creare incentivi per la promozione del riuso, anche attraverso servizi dedicati nei centri di raccolta e nelle isole ecologiche.
Queste strategie, se ben coordinate, possono contribuire in modo significativo alla creazione di un’economia più circolare, partecipata e vicina ai cittadini, in cui il riuso non è più l’eccezione, ma la norma.